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AFGHANISTAN di Giuseppe Bosio

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Viaggio in Afghanistan

VENERDI 10 SETTEMBRE 2004
Solo alle 10.00 del mattino il nostro autista rientra all'albergo dopo aver riparato le gomme ed il cerchio danneggiato dal lungo percorso compiuto la sera precedente con la gomma forata. Abbiamo una piccola discussione in quanto non sembra intenzionato a partire ed inventa strane motivazioni. Sostiene che la strada da percorrere richiede 12.00 ore e che quindi è tardi per incamminarsi. In realtà sappiamo che il percorso è ben più corto 2/3 ore e perciò insistiamo per partire. Probabilmente si è reso conto che la sua vettura non è adatta al percorso da compiere. Malgrado ciò noi non siamo disposti a rinunciare alla visita ai laghi di Band e Amir. Finalmente riusciamo a convincerlo e si parte. Nel primo tratto la strada corre lungo la valle del fiume che bagna Bamian attraversando zone coltivate a frumento e paesi abitati da popolazioni di etnia Azarà. Le colture si sviluppano ai lati del fiume dove si adagiano i sonnolenti villaggi. I versanti delle montagne sono brulli e solcati da profonde rugosità generate dalle poche precipitazioni che caratterizzano il clima secco di questa zona. Più procediamo più il paesaggio si fa arido e deserto. La vegetazione scompare ed i villaggi si fanno sempre meno frequenti. Sulle riarse montagne si scorgono solo solitari pastori con i loro greggi alla ricerca della poca erba. Qua e là lungo la strada si notano i resti delle recenti battaglie sostenute dai Talebani durante la loro ritirata di fronte alle truppe Tagiche ed Americane. Dai vecchi mezzi militari abbandonati gli abitanti locali hanno asportato quanto era possibile. Le vecchie carcasse arrugginite e ricoperte da erbacce ora servono da terreno di gioco per i bimbi locali quasi a voler esorcizzare il ricordo del recente e lungo conflitto. Il fondo stradale della pista non è certo dei migliori e la solita guida sostenuta del nostro autista è la causa dell'ennesima foratura. Inoltre non conoscendo bene la zona ci conduce per una direzione sbagliata per circa un'ora. Fortunatamente una vettura dell'AKDN che incrociamo lungo il nostro cammino ci indica la direzione esatta. Ritorniamo sul percorso fatto per ricercare la giusta via che conduce ai laghi dove arriviamo dopo circa un'ora. La strada che porta alla valle di Band e Amir discende ripida e accidentata fino all'imbocco della gola da cui esce il fiume emissario dei laghi. Qui si apre un paesaggio incantato. Ripidi contrafforti rocciosi ed ardite guglie delimitano la valle. Il colore ocra dei versanti, generato dai contenuti ferrosi della roccia, si fonde col verde fresco della vegetazione che cresce attorno alle cristalline acque che pigramente escono dai laghi turchesi. Uno dei posti più affascinanti dell'Afganistan. Per una serie di fortunate coincidenze geologiche il paesaggio si è modellato con forme e colori che incantano il visitatore. Il posto è frequentato dai pochi locali che possono permettersi una gita durante la giornata di festa del Venerdì. Alcune piccole barche in plastica vengono noleggiate per il divertimento dei pochi turisti che si spostano remando sulle acque dei limpidi laghetti. Partiamo prima che i sole tramonti dietro alle montagne anche perché non è prudente viaggiare durante la notte. All'imbrunire arriviamo a Bamian.

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Dati del viaggio

Viaggio in Afghanistan

Periodo: Dal 30 luglio 2004 all'11 settembre 2004

Destinazione: Afghanistan

Partecipanti: Giuseppe Bosio, Daniela Roso e Gianni Pedrini

Passaporto turistico

Giuseppe Bosio

Vive a Bassano del Grappa dividendo il suo tempo fra innumerevoli attività sportive e culturali. Lasciato alle spalle il ruolo di dirigente industriale, con la stessa perizia dedicata al lavoro, ha iniziato ad organizzare questo viaggio a coronamento di un'idea che perseguiva da tempo. Viaggiatore da sempre, è stato anche accompagnatore di gruppi un pò in tutto il mondo: di lui si dice che è più facile trovarlo in un aereoporto o in cima ad una montagna piuttosto che a casa.
Socio CAI presso la sezione di Bassano del Grappa, appassionato di montagna ha effettuato numerosi trekking in Himalaya e in Sud America nelle Ande, ha scalato i vulcani Popocatepetl, ed Ixtaciuatl in Messico. Con gli sci ai piedi ha raggiunto moltissime cime delle Alpi (dalle Dolomiti alle Alpi Occidentali), il monte Ararat e le principali cime dell' Atlante in Marocco.
Ha effettuato parecchi viaggi nelle Americhe: Stati Uniti, Messico, Guatemala, Bolivia, Perù... In Africa ha visitato: Ruanda, Kenia, Tanzania, Namibia, Mali, tutti i paesi del Nord Africa ed ha attraversato il deserto del Sahara. In Asia ha attraversato India, Indonesia, Tibet, Cina, Pakistan, Nuova Guinea, Borneo.
Amante della vela, ha navigato per parecchi mesi lungo le coste della ex Iugoslavia. Appassionato di fotografia dispone di un ricco archivio di immagini raccolte durante i viaggi. Ricerca nei suoi viaggi il contatto con la gente ed è affascinato dalle culture degli altri popoli in particolar modo del mondo orientale.

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