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LISBONA di Paolo Galgani

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Praca do Comercio con l'albero di natale illuminato

Capodanno a Lisbona

1° GIORNO 30/12/2006
Ore 8,00 al parcheggio vicino all'aeroporto di Fiumicino. E' la prima volta che vado in aeroporto con la macchina e vi posso assicurare che è tutta una altra storia rispetto ai mezzi pubblici (non ne potevo più!!). Non è la prima volta, invece, che arrivo con largo anticipo (l'aereo parte alle 12,20) anche perché mi piace molto l'atmosfera degli aeroporti tanto che ci passerei le giornate.
La linea aerea è la TAP portoghese! Fino ad ora avevo sempre viaggiato con le ''Low-cost'' e il prossimo che mi dice che le linee di bandiera sono migliori gli faccio una faccia tanto.
Comunque arrivano le 12,00, si sale sull'aereo e alle 12,20, puntuali, si decolla!!
Anche l'arrivo a Lisbona è puntuale alle 15,15 ora locale (in Portogallo c'è il fuso di greenwich un ora avanti a noi). L'atterraggio è tranquillo, il tempo non è buono, pioviggina e fa un caldo da morire. Prese le valigie andiamo di fronte agli arrivi dell'aeroporto ad aspettare l'aereobus per il centro e arriva la prima fregatura. Saliamo sull'autobus e l'autista ci fa direttamente il biglietto giornaliero a 3 euro mentre su internet sono riportate altre tipologie di biglietto più economico (a noi serviva solamente andare dall'aeroporto all'albergo!).
La prima impressione che la città ci fà dall'autobus è abbastanza positiva; le periferie sono simili a quelle italiane, ma non caotiche come le nostre, (soprattutto per quello che riguarda il traffico) anche se su tutte le guide c'è scritto il contrario.
Arriviamo al nostro albergo, il ''Marques de Sà'' in av. Miguel Bombarda , 130 (proprio dietro il museo Galouste Gulbenkiam), non proprio in centro, ma comunque ben collegato con metro e bus. L'albergo, consigliatoci dalla nostra agenzia è ottimo(un tre stelle che sembra un quattro stelle) con una struttura moderna ed un ottimo servizio). La nostra camera è all'ultimo (9°) piano. Peccato che la porta di uscita sul terrazzino sia chiusa perché da lì si godrebbe un ottima vista.
Le nostre impressioni sull'albergo finiscono qui anche perché il tempo che passiamo in camera è giusto quello per dormire.
Si è fatto nel frattempo buio, ma decidiamo, comunque, di tuffarci subito nel centro della città. Scegliamo di prendere il bus anche per sfruttare, almeno in parte, di famoso biglietto di cui sopra. La fermata è a qualche centinaio di metri dall'albergo proprio di fronte al centro commerciale ''El Corte Ingles''. Dopo poche fermate scendiamo davanti alla stazione del Rossio in Praca Dom Pedro IV nel pieno centro di Lisbona.

Avevo talmente studiato le mappe della città che, invece di avere un momento di disorientamento, ho avuto l'impressione di esserci già stato. E' stato facile orientarsi per le strade della Baixa (Rua Augusta, Rua Aurea) fino a ad arrivare alla maestosa Praca do Comercio, la piazza principale di Lisbona che è circondata su tre lati da edifici ministeriali settecenteschi mentre nel quarto si affaccia sul fiume Tejo. Era stato costruito un incredibile albero di natale illuminato alto 35 m e stavano montando il palco per la festa del 31 dicembre.
Prima di rientrare decidiamo di visitare il Chiado, il famoso quartiere distrutto da un incendio nell'1986 e ricostruito dall'Architetto portoghese Alvaro Siza. Da 0 a 10 a me Siza piace 1 al massimo 1,5 però devo ammettere che il recupero degli edifici distrutti è assolutamente perfetto con il risultato di aver ottenuto una via (Rua do Carmo) elegante e moderna, ma rispettosa della tradizione architettonica della città. Anche Rua Garret, la via dello shopping e dei negozi alla moda, risulta molto bella anche se caotica e soprattutto (sigh!) attraversata da rumorose e puzzolenti automobili. Nella parte più alta del quartiere ci appare la famosissima e bellissima caffetteria ''A Brasileira'' strapiena all'interno e nei tavolini all'aperto. I turisti fanno la fila per fare la foto d'obbligo al tavolino con il poeta Fernando Pessoa: dopo alcune resistenze anche mia moglie cede ed anche noi ci sottoponiamo agli scatti di prassi. In questa ultima parte il Chiado ci appare in tutta la sua bellezza dando il meglio di sé ed offrendosi per quello che è veramente: il luogo dello ''struscio'' di Lisbona.
Sono le 20,00, con, allo stomaco, solo due panini consumati in fretta al bar di Fiumicino e la fame si fa sentire. Decidiamo di trovare un ristorante e allora scendiamo di nuova alla Baixa dove, a detta dei turisti ''incontrati'' su internet, ci sono diversi locali interessanti e a prezzi contenuti. Dopo qualche perplessità scegliamo il pubblicizzatissimo ''A Covalense'' in Rua de Correiros, strada interamente pedonale parallela a Rua Augusta. Il locale è piccolo (al massimo 20 coperti) ed assomiglia alle nostre trattorie, il servizio è buono e i camerieri gentili; prendiamo l'antipasto di formaggio (qui lo portano loro e non ce la siamo sentiti di rifiutarlo), un Arroz de marisco (io!) e pollo al forno con contorno di patate (mia moglie odia il pesce!). La mia portata, che non è altro che un risotto ai frutti mare, si rivela delizioso e abbondante (bastava per 4 persone). Alla fine paghiamo 22 euro: una cosa impensabile in Italia anche nella peggiore bettola!!
Stanchi e sazi decidiamo di riprendere il bus per l'albergo: la prima giornata volge al termine.

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